Fucini, Renato

Tipologia Persona

Intestazione di autorità

Intestazione
Fucini, Renato
Data
1843-1921
Tipo
anagrafica
Intestazione
Neri, Tanfucio
Tipo
pseudonimo

Date di esistenza

Luogo di nascita
Monterotondo (Massa Marittima)
Data di nascita
8/04/1843
Luogo di morte
Empoli
Data di morte
25/02/1921

Attività e/o professione

Qualifica
Scrittore

Biografia / Storia

Nacque l'8 aprile 1843 a Monterotondo, frazione di Massa Marittima. Il padre, carbonaro e anticlericale, si era stabilito nel piccolo centro maremmano come medico della Commissione sanitaria governativa per la cura delle febbri malariche, ma - già nello stesso 1843 - dovette trasferirsi con la famiglia a Campiglia Marittima, presso Piombino, dove rimase fino al settembre 1849 .In questo periodo ricevette i primi rudimenti di grammatica da don G. Barzacchini, che fu maestro anche di Emma Roster (la futura consorte del F.) e che partecipò da posizioni liberali ai moti del 1848, cui aveva preso parte attivamente anche il padre del F., il quale, destituito perciò dal suo impiego, dovette trasferirsi, nel settembre 1849, con la famiglia a Livorno (dove i Fucini restarono fino al 1853), esercitando liberamente la professione di medico. Nel 1855 la famiglia si trasferì a Vinci, dove il padre aveva ottenuto la condotta medica: il F. fu messo a pensione a Empoli per continuare gli studi. Gli anni qui trascorsi, se non incisero profondamente sulla sua formazione culturale (che restò limitata e disordinata), videro comunque le prime manifestazioni del suo spirito indipendente e polemico, con la sua accesa passione garibaldina e - nella primavera-estate del 1859 - l'entusiasmo patriottico in occasione delle manifestazioni per la deposizione di Leopoldo II e l'unione del granducato al regno di Sardegna. Nel quadriennio pisano (1859-63), vissuto dal F. con la chiassosa esuberanza degli studenti che si riunivano al caffè dell'Ussero e negli altri ritrovi cittadini, si vennero manifestando e si precisarono la sua inclinazione per l'improvvisazione epigrammatica e quel gusto per il motto arguto e per la battuta satirica che saranno alla base della successiva produzione poetica in lingua e, specialmente, in vernacolo. Nel frattempo il F. che nel giugno 1871, come molti altri fiorentini e toscani, aveva perduto l'impiego per il trasferimento della capitale a Roma, si era dedicato per un certo periodo a tempo pieno all'attività letteraria, pubblicando poesie e recensioni su diversi periodici e ricevendo, nel giugno 1872, la nomina a socio letterario della Società per l'incremento del teatro comico in Italia, incarico al quale risale il suo costante interesse per la drammaturgia, testimoniato se non altro dai numerosi inediti teatrali rinvenuti nelle sue carte. Per meriti letterari e, forse, per il servizio prestato in quegli stessi anni nella Guardia nazionale a Firenze, nel gennaio 1876 ricevette il titolo di cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia, ottenendo nel contempo l'abilitazione all'insegnamento e, per interessamento dell'amico G. Procacci, direttore della scuola tecnica di Pistoia, la nomina a docente d'italiano presso quell'istituto. L'ingresso dell'F. nella carriera scolastica coincise con i suoi esordi come prosatore. Questi successi letterari gli valsero l'amicizia di molti intellettuali del tempo. Il periodo dal 1879 al 1906 è quello in cui si addensa la parte più cospicua e importante della sua produzione letteraria. Trascorse i suoi ultimi anni in serenità, onorato come uno dei maestri della narrativa italiana contemporanea. Colpito da un cancro alla gola, dovette trasferirsi a Empoli dove morì il 25 febbraio 1921.

Contesto generale

Domenico Proietti, Fucini, Renato, in Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 50, Roma: Istituto G. Treccani, 1998, ad vocem.

Bibliografia

Per la biografia di Renato Fucini, cfr. Domenico Proietti, Fucini, Renato, in Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. 50, Roma, Istituto italiano dell'enciclopedia Treccani, 1998, ad vocem.

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